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Tartufo Bianchetto

Tartufo Marzuolo

San Miniato è una delle principali zone di raccolta tartufigene in Toscana. Per una felice combinazione di vegetazione e substrato geologico, è diventata luogo di raccolta del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi. Fuori dalla stagione del “Re Bianco” si trovano anche altre varietà. Fra queste il tartufo Bianchetto (Tuber Borchii o Tuber Albidum Pico, per gli amici anche detto Marzuolo), appartenente sempre alla famiglia del tartufo bianco.

La denominazione di questa specie deriva dal mese prediletto per la sua raccolta: il mese di marzo. Il nome scientifico, invece, fa riferimento al Conte De Borch, studioso e biologo polacco che per primo studiò le sue caratteristiche botaniche. Una ricerca che lo portò ad affermare per primo che i tartufi sono funghi, e non tuberi come fino ad allora si credeva.

DOVE E QUANDO: in Toscana, il Bianchetto si sviluppa soprattutto nell’area costiera del territorio pisano, ma si può trovare anche nelle zone dell’entroterra dove cresce il tartufo bianco. Questa ampia zona comprende la parte a sud del fiume Arno, le colline della valle dell’Elsa, dell’Egola e dell’Era. L’ambiente ideale del tartufo Bianchetto è il bosco di pini, ma lo si può trovare anche lungo le sponde dei corsi d’acqua o dei fossati popolati di salici e pioppi e nei viali di tigli. Il terreno ideale è quello sabbioso o composto da materiale organico comunque molto fine. Anche i terreni calcarei, argillosi, con presenza di silice, sono idonei alla sua crescita. Il tempo di maturazione va dalla prima metà di Gennaio alla prima metà di Aprile.

COME APPARE: il Bianchetto è contraddistinto da una scorza biancastra e una polpa tendente al bruno, quasi violaceo. Il suo aroma è penetrante e persistente, un po’ piccante agliaceo ma molto gradevole. Le sue dimensioni, in genere, sono molto ridotte e spesso non superano quelle di un uovo. La sua forma dipende dalla natura del terreno: se questo è soffice allora crescerà liscio, se al contrario è compatto, il fungo dovrà faticare a farsi spazio, e diventerà bitorzoluto e nodoso. Di dimensioni ridotte rispetto al Bianco, può pesare dai 30 ai 200 grammi.

Per i Tartufai è un fungo interessantissimo, perché è il primo a cui ci si rivolge per l’addestramento dei cani, visto che crescono in grandi gruppi e in superficie. I cani da tartufo iniziano il loro addestramento e gioco proprio cercando il Bianchetto.

Nell’addestramento dei cani, si inizia quando sono cuccioli. Quello che è importante è il legame, un rapporto di fiducia e amore che unisce l’uomo all’animale e alla natura. Avere un giusto approccio, quindi allenare una componente psicologica, gioca un ruolo fondamentale se si vogliono raggiungere dei risultati incredibili in termini di rapporto con il cane e velocità di apprendimento.

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